venerdì 5 settembre 2014

Break (Ponzi) Point


Dopo una chiacchierata sul tema crisi del debito - schema Ponzi, l'amico Francesco Checcacci mi ha segnalato prima questa spiegazione:
Fonzie or Ponzi? One theory on the limits to Governemnt Debt
e poi questo articolo più "tecnico":
Markus M. Möbius - Common Knowledge

Il primo è divertente e di facile lettura, il secondo è divertente pure questo, e solo all'apparenza più ostico. Mi è ostico però capirne il nesso col tema, e per questo lancio l'argomento qui.
Mi rivolgo a Francesco, ma la chiacchierata è aperta per chiunque sia interessato al tema.

Mi sono letto con attenzione il paper sopra citato, per approfondire il tema del limite che distingue il meccanismo del rollover del debito sovrano da uno schema Ponzi, tema che mi incuriosisce molto, (perché fatico a trovare le differenze). Ma devo confessare che non riconosco i nessi. Vedo che è una "lecture 7", forse tra le altre lecture c'era qualcosa che permetteva il collegamento. L'articolo da da due definizioni alternative di "conoscenza comune", e poi esamina due problemi della teoria dei giochi (che si possono descrivere bene pure senza quelle definizioni, mi pare), il problema delle facce sporche e quello dell'attacco coordinato. Il secondo lo conoscevo (è il "problema dei due eserciti", un classico della teoria delle reti, usato per dimostrare l'impossibilità di avere una comunicazione totalmente affidabile su un canale rumoroso) il primo no. L'ho visto qui, è divertente, e lascia una domanda aperta: che succede se sono esclusi i due casi "facce tutte sporche" e "facce tutte pulite"?. Senza perder tempo a dimostrarlo, io direi che lo stato di cose con k facce sporche viene rivelato, ora, allo stage k/2 (troncato se k è dispari).
Questo però è un problemino di calcolo combinatorio, mi manca di capire che c'entra con la questione del limite del debito e del "Ponzi Point".
L'altro articolo, Ponzi Vs Fonzie, è di apparenza più scherzosa e non ha il tono professorale del Tex, ma sta centrato: li si suggerisce il limite di 150% debito/PIL, e si chiama la zona 100-150%  transition zone, pur senza giustificare questi numeri in alcun modo.

La mia sensazione, come ti dissi, è che la differenza tra Ponzi e Fonzie non sia sostanziale. E tutto questo ricorrere alla teoria dei giochi rinforza questo sospetto: la teoria dei giochi è la matematica dei gambler. Restando nella azzeccata metafora, Fonzie è un Ponzi che la fa franca, ma fa sostanzialmente la stessa cosa: si indebita per rimborsare i debiti precedenti, proprio come faceva il Carlo Ponzi da Lugo di Romagna (che finì in galera per questo); e proprio come quello sopravvive finché nessuno si accorge che sta bluffando, e riesce a trovare degli allocchi che gli prestano sempre più soldi.
Quando non ne trova più, o fallisce, oppure  - se è uno Stato e può farlo - prende a stampare carrettate di soldi, che però sono soldi "di babbo natale" come li chiami tu; e si scatena una iperinflazione, il che è equivalente a fallire se non peggio.
Vedo che anche i tecnici definiscono il Default come quella situazione in cui un paese "non riesce a rinnovare il debito in scadenza, qualunque sia il tasso d'interesse che possa essere offerto". Ecco: solo l'idea che si debba rinnovare il debito, e che si debba farlo per forza pena il fallimento, mostra che si è perpetrato uno schema Ponzi.
Capisco bene il terrore che serpeggiava quando lo spread era salito a 500 punti.
Ma lo schema Ponzi è una corsa verso il nulla: è inevitabilmente destinato a finire. La situazione si mantiene più o meno sotto controllo solo finché nuovi agenti si inseriscono nello schema (come in ogni catena di sant'Antonio) e quindi finché c'è crescita della popolazione si può andare avanti un po' più a lungo. Ma alla fine si schianta sempre, c'è solo da vedere quando.
Perché perpetrando uno schema piramidale lo stock del debito aumenterà sempre, e con esso (a tassi costanti, ok, ma semplifichiamo) aumenteranno sempre gli interessi sul debito da pagare. Quindi, a meno che non ci si indebiti anche per pagare gli interessi, ma allora la piramide diventa iperbolica e il giochino finisce molto presto, per mantenere lo stesso livello di spesa devi per forza far aumentare le entrate con lo stesso ritmo con cui aumenta la spesa per interessi. Ossia: per mantenere costante il rapporto debito-PIL, (cioè per sopravvivere, non per stare meglio!) sei condannato a crescere sempre, per forza, a ritmo costante.
Come uno che per mantenere lo stesso tenore di vita (e non per stare meglio!) dovesse chiedere per forza un aumento di stipendio ogni anno, perché si è imbarcato in uno schema piramidale e deve pagare gli interessi su un debito che gli cresce in pancia come un tumore, senza che lui abbia potere di contenerlo.
Se hai un capo-ufficio che ti vuole bene, può darsi che per un anno, due, o tre, te la cavi. Ma è scontato che se ti trovi in questa situazione sei messo male, e prima o poi sei destinato a scoppiare. Quando, dopo tre anni, l'aumento annuale non ti verrà concesso, ti troverai a dover tagliare le tue spese e ridurre il tuo tenore di vita di conseguenza. Ma anche così non risolverai il problema, sopravvivrai per un anno, due, tre; poi arriverà il momento in cui non avrai nulla da tagliare. E ti dovrai dare alla fuga o finire in galera, come Carlo Ponzi.

Secondo me, il meccanismo di indebitamento corretto non è Ponzi né Fonzie, ed è lo stesso tanto per lo Stato quanto per le imprese, e pure per le famiglie. E' quello per cui un (eventuale) indebitamento è fatto a fronte di un investimento produttivo pianificato, i cui proventi siano bastanti per rimborsare E il debito, E gli interessi.
Per intero, ovviamente. In questo modo il rollover non è affatto necessario. Se non sono alle porte investimenti produttivi si può scegliere di non indebitarsi affatto; e se non è prevedibile una crescita, non c'è per questo da strapparsi i capelli: basta ridurre le emissioni di titoli di debito, giacché queste non sono indispensabili. Non servono infatti per rimborsare il debito precedente ma per realizzare l'investimento futuro, che si può bene scegliere di non fare. E quindi se anche si ha crescita zero si può mantenere tranquillamente lo stesso livello di spesa e di imposizione fiscale, dato che il debito e i relativi interessi non hanno ragione di lievitare.
Una azienda che si indebita secondo questo consueto meccanismo è - sì - più o meno sempre indebitata. Ma vede aumentare o diminuire l'esposizione con gli istituti in rapporto ai suoi fatturati. Si indebita di più quando ha alle porte lavori di maggiore importo, e mantiene rigorosamente separati i flussi, cioè non rimborsa i debiti con soldi prestati. Se fai un grafico del suo debito non vedi una linea crescente come la parete di una piramide (se è così, preoccupati) vedi una linea curva, che sale e scende intorno a un valore medio che si mantiene proporzionale al suo fatturato. Fatturato che a sua volta non aumenta per forza indefinitamente: può mantenersi costante ma può pure diminuire, e senza che ci sia di che preoccuparsi, se allo stesso tempo diminuiscono il numero dei dipendenti e le voci di spesa.

Secondo la mia idea, per riconoscere uno schema-Ponzi basta osservare l'andamento dello stock del debito: se è sempre crescente, è schema-Ponzi.
E quindi tutti i governi dei paesi occidentali (e non), chi più chi meno, dal dopoguerra almeno ma forse anche da prima, perpetrano impuniti il loro Giant Ponzi Scheme. A fregarli è la circostanza che una guerra mondiale spiana-tutto non arriva da settant'anni ormai, gli stock sono diventati abnormi, e sono tutti terrorizzati dal collasso finale.
E secondo la mia idea, il Ponzi point, cioè il punto in cui lo schema piramidale comincia ad andare in fuga verso lo schianto finale (che, attenzione, è il punto in cui ti scoprono, non il punto in cui hai cominciato a imbrogliare) è quello in cui il Carlo Ponzi comincia a usare il suo stipendio e il suo patrimonio per integrare i prestiti entranti, perché questi non gli bastano più per rimborsare i creditori; dato che gente nuova non ne arriva più e la base della piramide si è allargata troppo.
E quindi per riconoscere il Ponzi Point bisogna cercare quel punto in cui si comincia a manifestare un surplus primario, ma questo non basta a diminuire lo stock del debito.
Lo abbiamo varcato venti anni fa, tu m'insegni.